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Il corso di preparazione al parto

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Dal baby-blues alla depressione post-partum
Nelle settimane dopo il parto l’umore della neomamma può subire delle alterazioni: nella maggior parte dei casi lievi e transitorie (baby blues o mamy blues o maternity blues) ma a volte gravi e debilitanti (depressione post partum vera e propria che colpisce il 13% delle neomamme).
Per questo qualunque indizio di disagio, anche se lieve deve essere preso in considerazione. Se la tristezza e la sensazione di non farcela persistono è opportuno affidarsi all’aiuto di un medico o rivolgersi allo stesso ospedale dove si è partorito.


Informazioni e consigli

Baby blues/Mamy blues

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Tristezza, crisi di pianto, malinconia sono piuttosto comuni nelle settimane successive al parto (70-80% di tutte le neomamme); a volte l’umore è tanto mutevole da alternare d’improvviso tristezza ed euforia. Inoltre non è raro sentirsi stanche ed irascibili a causa delle fluttuazioni ormonali e dell’inevitabile mancanza di riposo. Questo malessere è temporaneo e di solito scompare progressivamente entro poche settimane.

Visualizza la scheda “Piccole strategie per combattere tristezza, sbalzi d’umore e depressione”.

Depressione post-partum vera e propria

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La depressione post partum ha una durata e un’intensità maggiore rispetto al baby blues, tende a ripresentarsi e si manifesta soprattutto in donne più fragili dal punto di vista emotivo, con una predisposizione ai disturbi dell’umore e/o con una storia familiare e personale di depressione. Tra le altre cause riconosciute, oltre alle variazioni ormonali tipiche del puerperio (il crollo dei livelli di progesterone ed estrogeni dopo il parto), vi sono altri fattori di ordine biologico ma anche psicologico e psicosociale. Molti studi hanno infatti dimostrato una correlazione di questo disturbo con condizioni stressanti di vita della donna (preoccupazioni di lavoro o economiche, lutti recenti, insoddisfazione matrimoniale, etc), precedenti episodi di ansia e depressione, bassa autostima o anche avere affrontato una gravidanza che, inconsciamente o meno, non è stata pienamente desiderata. Secondo alcuni studi la depressione post partum potrebbe dipendere anche dalla variante di uno o più geni presenti nel DNA della donna.

DONNE E CONDIZIONI PIU' A RISCHIO DI DEPRESSIONE POST PARTUM
(oltre ai fisiologici cali ormonali di estrogeni e progesterone, gli ormoni sessuali femminili)


  • Disturbi depressivi precedenti alla gravidanza e al parto
  • Altri disturbi psicologici (per es: attacchi di panico, disturbi ossessivi compulsivi e altre psicosi)
  • Tendenza all'isolamento, rifiuto dell'aiuto degli altri
  • Disagi familiari presenti o alle spalle
  • Prima gravidanza
  • Gravidanze non programmate o non volute
  • Traumi psicologici (per es: perdita di un familiare o del lavoro)
  • Condizioni socioeconomiche sfavorevoli
  • Donne soggette a sindrome premestruale (cioè a cambiamenti di umore e disturbi come mal di testa e di pancia nei giorni precedenti l'inizio del ciclo)
  • Donne con profilo ansioso e irritabile
  • Abuso di alcolici, fumatrici o droghe
  • Tiroidite post partum, una forma di infiammazione autoimmune della tiroide (ghiandola posta alla base del collo) che può colpire anche 1 caso su 10 delle neomamme

La depressione post-partum vera e propria si manifesta entro sei mesi dopo il parto (spesso tra la 6a e la 12a settimana post partum) con una sintomatologia variabile da donna a donna che può comprendere scarso interesse per il bambino, spossatezza, inappetenza, ansietà ed insonnia etc. Nei casi più gravi il senso di inadeguatezza nei confronti del bambino genera un senso di colpa nella mamma che acuisce il problema e genera anche pensieri negativi.

La miglior cura è la prevenzione. Per questo è fondamentale anche da parte dei familiari e degli amici riconoscere per tempo (magari già prima della gravidanza o durante i nove mesi di attesa) fattori ed elementi di rischio che consentono di intervenire in anticipo sullo sviluppo della depressione post partum.
La terapia esiste, l’importante è parlarne con il medico o con gli psicologi a disposizione nella stessa struttura dove si è partorito. In genere il servizio è gratuito. Il problema può essere risolto del tutto e la soluzione è personalizzata sulle esigenze individuali della singola mamma: l’importante è riconoscere di avere bisogno di aiuto.

Prevenire la depressione post partum è possibile

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Prevenire la depressione post partum è possibile
Molti ospedali si sono organizzati con programmi specifici di collaborazione tra reparti per mettere a disposizione delle mamme uno psicologo che partecipa all’attività ambulatoriale lungo il percorso di visite che anticipano la nascita e seguono dopo la nascita. Il suo ruolo è soprattutto quello di sensibilizzare le donne a non temere il periodo post partum sostenendole e offrendo loro un punto di riferimento qualificato per qualsiasi necessità. Non solo, in molti ospedali, per esempio il Niguarda di Milano e l’Ospedale di Treviglio viene condotta sistematicamente un’attività di formazione e di aggiornamento per ginecologi, ostretriche ed infermieri per conoscere bene il disturbo e quindi potersi relazionare nel modo più corretto possibile con le madri che abbiano un profilo più a rischio. Questa attività è preziosa anche perché consente di riconoscere quei fattori che fungono da campanelli d’allarme su cui è necessario richiamare l’attenzione dello psicologo in tempo per poter prevenire la manifestazione del problema.
Tra le donne più a rischio sono state negli ultimi anni identificate anche le donne immigrate che spesso non godono di un supporto familiare o non conoscono i servizi a disposizione o hanno difficoltà ad utilizzarli.

La campagna di sensibilizzazione dell’Osservatorio O.N.Da

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“La gravidanza rappresenta un periodo di profondi cambiamenti fisici e psicologici, spesso sottovalutati ….” ha sottolineato Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da - Osservatorio Nazionale della Salute della Donna - in più di un’occasione “… un ritardo diagnostico di un disturbo dell’umore può, però, avere importanti ripercussioni sulla donna e sul nascituro.”
Per questo l’Osservatorio ha promosso il progetto “A smile for Moms”, un’iniziativa patrocinata dal Ministero della Salute che intende promuovere la ricerca sulla depressione post partum, offrire aiuto, servizi e centri di ascolto alle donne e aiutare i medici a riconoscere e trattare il disturbo nel modo migliore possibile. Il progetto ha previsto un sito a disposizione di tutte le mamme – www.depressionepostpartum.it – dove possono trovare le informazioni di cui hanno bisogno. Il sito nasce con l’obiettivo di fare interagire le mamme in attesa e le neo mamme che abbiano l’esigenza di confrontarsi su queste problematiche. Vuole trasmettere il messaggio che le donne non sono sole e che è possibile condividere le proprie paure, consultarsi con un’esperto e uscire da questo momento di depressione innescato da un evento di grande gioia. Il sito raccoglie anche progressivamente l’elenco di tutti i centri di riferimento di Milano, Torino, Pisa, Napoli, Catania e Ancora nella cura di questa problematica.

Materiali informativi e siti dedicati

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LEAFLET E BROCHURE
SITI O PORTALI WEB

Piccole strategie per combattere tristezza, sbalzi d’umore e depressione

Fai ridere il tuo bambino. Riderai anche tu. Ridere è contagioso. Sorridere fa bene a lui, a te e a chi ti sta vicino.
Sii orgogliosa di ciò che fai! Soprattutto con il primo figlio, è bene non esagerare con l’autocritica.
Guarda il video e scopri di più

Che cosa si intende per depressione post partum. Tutte le donne ne soffrono?

Intervista alla Dr.ssa Denise Rinaldo Sinatra, Ginecologa, Ospedale Treviglio-Caravaggio, Treviglio (BG).
Ascolta le testimonianze dirette

L'esperienza di Roberta

Roberta Galbiati, una neomamma che ha partorito all’Ospedale di Treviglio, ci racconta la sua esperienza una volta rientrata a casa. Ascoltatela.

Ha avuto dei momenti di malinconia dopo il parto ?


Come ci si sente dopo questa meravigliosa esperienza? Diverse, più ricche?


Ha qualche consiglio da dare alle altre mamme?